Le case di correzione: origini e sviluppi

A partire dal XVI secolo, i governi si trovarono di fronte alla necessità di prendere iniziative concrete in risposta ai processi di pauperizzazione e disorganizzazione sociale che mettevano a dura prova la sicurezza e la stabilità in particolare di alcuni quartieri delle città europee. Numerosi fattori, tra i quali l’aumento della popolazione, le crisi economiche, la disoccupazione, il trasferimento dai centri rurali a quelli urbani, avevano portato un numero sproporzionato di accattoni, oziosi e vagabondi, a riversarsi negli angoli delle strade, suscitando paura non solo tra le autorità governative, ma anche tra la popolazione civile:  “Londra è un posto molto bello, ma spaventa passeggiare per le vie della città dopo il tramonto” (Griffiths 2008, p. 23), riferiva uno dei viaggiatori che aveva visitato la città inglese nella seconda metà del Cinquecento.

 

Il povero, soprattutto quello improduttivo, veniva sempre più visto come un mendicante, un vagabondo, un potenziale criminale. In questo clima nascono le proposte, i progetti e le pianificazioni di istituzioni destinate alla reclusione delle masse di oziosi, con l’obiettivo di liberare le città dalla loro presenza.

La prima casa di correzione in Europa sorse nel 1557 nel palazzo del Bridewell, da cui poi prese il nome, appena fuori le mura della città di Londra.  

Londra divenne così il centro propulsore di iniziative in campo sociale che nel volgere di pochi anni investirono anche le altre città inglesi. Sull’esempio dell’Inghilterra, altre strutture sorsero ad Amsterdam (1589), Lubecca e Brema (1613), Amburgo (1622), Danzica (1630) e in Svizzera, mentre il sistema verrà esteso in Francia dopo l’istituzione, a Parigi nel 1676, dell’Hôpital général (Lis & Soly, 1979; Melossi & Pavarini, 1981)Per quanto riguarda l’area italiana, le case di correzione sorsero a Roma (1704), Milano (1759), Palermo (1786) e Bologna (1822).

Le case di correzione: origini e sviluppi