La lezione nell'arte

La  galleria propone opere che interpretano situazioni di insegnamento di differenti discipline in diversi periodi storici.

Il dettato

Institutio oratoria

« Non abbia, né sopporti difetti » , il professore. « Sia austero ma non arcigno, cordiale ma non in misura esagerata, per evitare, nel primo caso, l' antipatia e, nel secondo, la mancanza di riguardo. I suoi argomenti preferiti siano l' onestà e il bene, ché, quanto più spesso avrà dato consigli, tanto meno spesso dovrà infliggere castighi. Il suo insegnamento sia chiaro e semplice; pretenda quanto è giusto e sempre, piuttosto che molto e a sbalzi. A chi fa domande risponda di buon grado, a chi non ne fa sia lui a farle. Un giudizio troppo severo suscita il tedio allo studio, un giudizio troppo largo provoca sufficienza e trascuratezza. Il motivo di certe avversioni allo studio è che i rimproveri sembrano per lo più partire da malanimo (...). Non conceda ai ragazzi troppa libertà; oggi i ragazzi, belli e pronti, non solo si alzano, ma sciamano addirittura dai loro posti e schiamazzano indecorosamente: ne deriva una tale boriosa convinzione di superiorità. Tra i compiti fondamentali dell' insegnante c' è quello di aiutare i ragazzi a fare una scelta sicura nell' indirizzo degli studi: perché ci sarà uno meglio portato alla storia, un altro alla giurisprudenza; come del resto, sarà bene consigliare a taluni di dedicarsi all' agricoltura » . Lucido e severo, M. Fabio Quintiliano, nato tra il 35 e il 40 dopo Cristo. Il suo poderoso trattato sull' istruzione, « Institutio oratoria » , andrebbe assolutamente riletto. In fondo, a scuola, non c' è mai nulla di nuovo.

M. Fabio Quintiliano, 35-40 d.C