L'iconografia olandese

È quella olandese una comunità orgogliosa dei propri successi, ma anche attraversata dal timore della sua precarietà, una precarietà che perfino l'ambiente, sempre minacciato dalle acque, suggeriva. È a questa paura che può essere collegata la ragione delle ordinanze con cui i magistrati delle grandi città, dietro suggerimento degli ispettori per il vagabondaggio, cercarono di regolamentare la rapida crescita di schiere di disoccupati, di immigrati dalle campagne, di mendicanti e di malati con mezzi diversi dalle indiscriminate brutalità tradizionali.

Estrazione della pietra della follia

Bosch, Estrazione della
pietra della follia
1500-1510

La scritta in caratteri gotici Heester shyt die keye ras - myne name is lubber das (Maestro tira fuori le pietre, il mio nome è sempliciotto) commenta la scena.
Un cerusico incide il capo di un paziente per estrarne le pietre, motivo presunto della pazzia, ma dall'incisione esce un tulipano selvatico. In realtà quel che viene veramente estratto è il denaro dalla borsa del credulone.

Gli storpi

Bruegel il Vecchio, 
Gli storpi, 1568

La parabola dei ciechi

Brugel il Vecchio,
La parabola dei ciechi, 1568

Gli storpi e La parabola dei ciechi propongono due scene di vita che dovevano essere abbastanza comuni: gruppi di handicappati che si spostavano mendicando di luogo in luogo.
Gli storpi vengono visti dall'alto, una scelta rappresentativa che schiaccia il soggetto, facendolo apparire più fragile, e sono colti nell'atto di separare il loro cammino prendendo direzioni diverse.

 

 

 

 

I ciechi sono colti nel disorientamento che segue la caduta del compagno che ne apriva la fila, che li fa sbandare ed accalcarsi disordinatamente. Uno di loro volge il suo sguardo vano verso lo spettatore, che ne può così cogliere il panico, dovuto al non comprendere la ragione di quell'instabilità improvvisa.