La sfida dell'educabilità

La nave dei folli

Jheronimus Bosch, La nave dei folli, 1494

Mostri, idioti, pazzi, diversi
Alain Goussot

Nel Medioevo, i "diversi" (folli, disabili, vagabondi, lebbrosi, streghe…) vengono stigmatizzati, rinchiusi ed emarginati: le autorità ecclesiastiche e politiche alimentano la paura nelle popolazioni delle campagne e delle città. La paura porta al linciaggio, all’isolamento e all’internamento, come viene confermato dai numerosi processi alle "streghe", dalla presenza dei lebbrosari e persino dalla "nave dei folli".

Michel Foucault (Poitiers 1926-Parigi 1984) spiega bene questa logica della separazione e dell’istituzionalizzazione (controllo, sicurezza, ineducabilità) nel suo libro sulla Storia della follia nell'età classica (1961).

I disabili di ogni tipo vengono rinchiusi in carcere e poi nei manicomi. Il manicomio nasce, infatti, alla fine del Settecento come un "non luogo", come un luogo d’internamento e non come un luogo di cura o di rieducazione.