Pomeriggio con Marcel

Giostra creazioni Serena

Giostra creazioni Serena

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La casa che veniva miniaturizzata per consentire un tipo di gioco in cui i comportamenti adulti venissero riprodotti, ma anche derisi, contestati, contaminati, doveva avere un prolungamento nel giardino. E i mobili da giardino, assolutamente protagonisti di questo ambito così intenso e speciale, cercavano una loro perfezione non solo nella accuratissima riproduzione di quelli destinati agli adulti, ma anche nella loro limpida autonomia. L’artigiano che crea mobili per bambini, da giardino, invia un messaggio nella bottiglia, chiede che si prosegua il ricevere all’aria aperta, sa che questo momento di storia della borghesia d’occidente è pretesto d’arte come le battaglie, come le incoronazioni, come i giuramenti nelle cattedrali.

Mentre, con perizia maniacale, lavora il midollino con occhio d’orefice, si rende presupposto pedagogico di una utopia cancellata che resta evidente solo nelle sue poltroncine gioiello. Identiche, perché finissimamente concepite, a quelle in uso “dalla parte dei Guermantes”. Si va in giardino, ci sono abiti da giardino, bicchieri da giardino, conversazioni da giardino. Qui non si serve il pranzo di Babette, ma si offre la colazione di Babette: non si attenuano le regole ma si cambiano. Nel mondo del midollino la “morale del giocattolo” soggiace ad una serie di regole ben poco affermate. Grazie alla dedizione, all’estro, al desiderio di perfezione degli artigiani che hanno miniaturizzato il midollino, quelli pervenuti sino a noi sono emblemi di coerenza. Anche in giardino il demone dello stile trionfava senza dubbio: non c’erano cedimenti ne concessioni. Più duro del marmo, il midollino era al centro del pomeriggio del Fauno. Come spiega Kenneth Grahame, mirabilmente, il pomeriggio appartiene ai bambini che, fra l’altro, ebbero i loro mobili.

Antonio Faeti