Esplora esposizioni: sala

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I grandi educatori e le grandi educatrici

La sala dedicata ai grandi educatori e alle grandi educatrici presenta tre differenti percorsi: "Tra emancipazione femminile e innovazione nella scuola dell’infanzia"; "Augusta Rasponi del Sale"; "Un precursore: il maestro Manzi".

Credits: Tiziana Pironi; Sandra Degli Espositi Elisi; Marcella Terrusi

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Sala della Letteratura per l'Infanzia

La sala della Letteratura per l'Infanzia propone due differenti percorsi: un "Viaggio con figure italiane di Italo Calvino" e un "Omaggio a Maurice Sendak, le infanzie dell'artista del picturebook".  

Credits: Emy Beseghi; Roberto Farné

 

 

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Gioco, giocattoli, giocare

Il gioco è un’attività umana universale e come tale ha sempre costituito un’area ampia e stimolante di riflessione da parte di studiosi di differenti discipline.
Il gioco può essere definito come un’abitudine sociale presente in ogni gruppo umano e che come tutte le abitudini sociali varia con il variare delle società e all’interno di ogni società varia con il variare dei sistemi educativi, del mondo dei valori, delle mode.

Credits: Sandra Degli Esposti Elisi,Margherita Zamboni, Laura Zeta.

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L’educazione musicale nella scuola italiana

La sala offre un percorso che illustra alcuni momenti significativi dell’Educazione musicale nella storia della scuola italiana. Sono stati individuati quattro contesti: il canto corale, una prassi con cui per lungo tempo si è identificata l’educazione musicale, i media, con i loro contributi alla diffusione della cultura musicale, i materiali didattici e gli strumenti musicali impiegati a scuola in differenti periodi. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. Ciascun visitatore riconoscerà il proprio iter scolastico in uno o più degli oggetti illustrati e avrà modo di comprendere l’insegnamento musicale ricevuto come frutto di un determinato periodo storico-culturale.

Credits: Anna Scalfaro 

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Sala della Scuola

La scuola… tutti noi ci siamo andati, ma non allo stesso modo… tutti abbiamo avuto un banco e un quaderno almeno… ma non tutti allo stesso modo… abbiamo imparato ‘a leggere, scrivere e far di conto’ all’interno di una lunga Storia…
Dai semplici quaderni in bianco e nero alle coloratissime immagini degli eroi dei cartoni di oggi, dai primi libri di lettura senza immagini al libro elettronico di oggi, dalle lunghe file di banchi in legno a quelli monoposto è trascorso lungo tempo e si sono svolte storie piccole e grandi, idee e progetti, dibattiti e realizzazioni coraggiose, tra cambiamenti e continuità.
In questa Sala della Scuola vedremo percorsi di allestimento relativi a persone, oggetti, spazi e contesti tra passato e presente, tracce possibili di una lunga Storia in cui siamo ancor oggi immersi, adulti e bambini.

Credits: Mirella D'Ascenzo

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Le dimensioni educative della scultura buddhista giapponese

La sala propone la visione di alcune fondamentali opere della scultura buddhista, esposte in occasione della mostra Capolavori della scultura buddhista giapponese, allestita a Roma presso le Scuderie del Quirinale (luglio-settembre 2016), con la collaborazione dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione. Tradizionalmente considerate come immagini di culto, esposte nella semioscurità di santuari, templi o protette in collezioni di grandi musei, queste opere sono difficilmente trasportabili. Occasione dunque rara vederle in Occidente. Sculture lignee, opere di suprema tecnica, ci parlano di una cultura solidissima e di una potenza creativa formidabile. Un confronto con questi capolavori che vanno dal VII al XIV secolo è esaltante e pone l ‘arte in un linguaggio universale. La scultura buddhista venne introdotta in Giappone, insieme agli insegnamenti buddhisti, dalla Cina attraverso la penisola coreana. Alcune opere sono state attribuite a grandi maestri, altre sono anonime e non per questo senza fascino. Le opere presenti esprimono scuole di buddhismo e insegnamenti differenti per emozioni diverse a seconda della figura rappresentata. La ricerca spirituale è infatti una delle caratteristiche fondamentali dell’estetica giapponese tradizionale.

Credits: Raffaele Milani

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La vetrina magica – The magic showcase

50 anni di BolognaRagazzi Awards, editori e libri per l’infanzia

La vetrina magica di cui si parla in questa sezione è quella in cui da più di cinquant’anni vengono esposti i libri premiati dalle giurie di esperti durante la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Davvero questa vetrina è magica, perché in essa ogni anno vengono mostrati quei prodotti librari che sono premiati in Fiera col BolognaRagazzi Awards (BRAW) e che rappresentano pertanto a livello internazionale il meglio della creatività grafica e narrativa per giovani lettrici e lettori.
La presente sezione del MOdE intende accompagnare il visitatore all’interno di un sorprendente mondo di libri, illustrazioni e storie che ha un grande valore editoriale, culturale e pedagogico: il percorso riprende, in breve, la ricerca su questi temi promossa da BolognaFiere, in accordo con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna e con CRLI, il suo Centro di Ricerca in Letteratura per l’Infanzia. Lo studio è stato condotto da William Grandi ed è approdato nel 2015 al volume in due lingue (italiano e inglese) La vetrina magica – The magic showcase. 50 anni di BolognaRagazzi Awards, editori e libri per l’infanzia (Pisa, ETS, 2015), di cui questa sezione rappresenta una piccola sintesi, ma soprattutto un invito alla lettura.

Credits: William Grandi

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L’atelier naturale. Cinema e giardini

E se, guardando un film ben conosciuto, decidessimo di osservarlo non attraverso le sue componenti costitutive principali (la trama, i personaggi, la sceneggiatura, il montaggio, lo stile del regista), ma dal punto di vista della siepe, di un’aiuola, del giardino? È da qui che Laura Falqui e Raffaele Milani, autori del volume L’atelier naturale. Cinema e giardini, sono partiti alla scoperta di parchi e giardini cinematografici. A tale studio s’ispira questa sala del Museo. Essa invita il visitatore a guardare da altre angolazioni, ricordando che spostare il punto di vista consueto porta a scoperte inattese. Infatti, il giardino, qui, non è solo un testimone muto, ma un personaggio che insinua differenti articolazionidi significato.
Spazio recintato, microcosmo di meraviglie vegetali, il giardino e il parco sono sede di una natura modellata dall’uomo, per ottenere un ambiente in cui poter allo stesso tempo vivere e ammirare il mondo circostante. Il giardino, tuttavia, non s’identifica né con il paesaggio né con l’ambiente: è solo in parte tutto questo. Esso è una complessa trama di modelli legati alla cultura, alla tradizione, al mito. Sia come luogo reale che come luogo pittorico o cinematografico, il giardino mira a valorizzare le forme nelle quali si esprime la natura.

Credits: Laura Falqui, Raffaele Milani

Allestimento: Laura Falqui, Anita Macauda

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Reclusorio pei discoli

Alle origini delle case di correzione: il "Reclusorio pei discoli" di Bologna (1822-1849)

Nel XVI secolo, una folla eterogenea, rumorosa e talvolta disperata di ribelli, oziosi, ubriaconi, vagabondi e prostitute popolava le strade di alcuni quartieri delle città, rendendole insicure, misteriose, violente. Per fare fronte a queste situazioni di emergenza, in certi casi incancrenite nel tessuto sociale, ben presto sorsero e si diffusero numerose case di correzione, veri e propri luoghi di internamento la cui evoluzione verrà presentata in questa Sala.

Anche attraverso la descrizione della Casa Provinciale di Correzione di Bologna, conosciuta anche come Reclusorio pei discoli o Discolato, verranno esplorati i risvolti più particolari e inaspettati dell’organizzazione e del funzionamento interno di queste istituzioni.

La Sala si avvale di un apparato iconografico e di una ricca documentazione archivistica, conservata presso l’Archivio Storico Provinciale di Bologna, che consente di mettere in luce le principali caratteristiche demografiche e sociali delle persone che si sono succeduti in quegli ambienti, nonché i motivi che hanno condotto al loro internamento.

Credits: Rossella Raimondo

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Sala del Fumetto

La sala dedicata al Fumetto intende offrire ai visitatori alcuni dei possibili percorsi esplorativi attraverso la nona arte o arte sequenziale. Legato a schemi tradizionali o estremamente innovativi il linguaggio del fumetto si muove agilmente fra supporti e invenzioni, modificando costantemente la relazione fra immagine e testo, fornendo formule di lettura e soluzioni creative attuali e accessibili, in cui il lettore è sempre parte attiva dell’esperienza di comprensione, sia essa intima o condivisa. Dagli anni Sessanta si auspica un uso del fumetto più ragionato nella didattica, in virtù della capacità di questo linguaggio ibrido di stimolare nel lettore la comunicazione attraverso l’utilizzo di codici multipli, di favorire l’elaborazione di un ricco universo fantacognitivo e di promuovere l’accesso alla creazione narrativa, come espressione di una urgenza comunicativa che trova in quest’arte un‘occasione di dispiegarsi ordinatamente e con ricchezza.

Credits: Sara Colaone